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Vettorello: coraggio e visione

La testimonianza di Arduino Vettorello ha rivelato come, grazie alla sua determinazione, capacità di innovare in campo finanziario, produttivo e commerciale e la volontà di sfidare le convenzioni del settore, Loro Piana sia riuscita non solo a sopravvivere a una crisi devastante ma a reinventarsi e prosperare come leader nel mercato globale del lusso.

Vettorello, di origine gattinarese ma nato fuori paese, viene presentato come il “rappresentante più vecchio vivente” della famiglia Petterino Capitani. Egli entra in Loro Piana il 2 febbraio 1972 come ragioniere. In quel momento  l’azienda era di proprietà paritetica tra le famiglie Loro Piana e Trabaldo Togna. Poco dopo il suo arrivo, Franco Loro Piana acquista il restante 50%,

Il settore tessile stava affrontando una “crisi gravissima” dovuta al cambiamento dei costumi sociali: dall’abito su misura al prêt-à-porter. Il sistema tradizionale, basato su mercerie, sarti, grossisti e lunghi termini di pagamento era obsoleto e insostenibile. Molte aziende storiche, inclusi importanti lanifici di Biella, erano falliti o sull’orlo del fallimento.

Vettorello si rese conto di non poter essere solo un amministratore; doveva agire come un imprenditore, soprattutto dopo la crisi petrolifera del 1973. Egli agì su tre fronti:

Risanamento Finanziario e Commerciale: stabilì contatti con nuove banche, introducendo il “factoring” per ottenere anticipi sui crediti commerciali. Rimodulò i termini di pagamento, insistendo su assegni anziché cambiali e utilizzò la legge Sabatini e il leasing per finanziare l’acquisto di macchinari.

Innovazione Operativa e di Prodotto: si concentrò sull’aumento della produttività modernizzando gli impianti, automatizzando i magazzini e introducendo macchinari avanzati. Puntò sulla qualità della materia prima (lana finissima, cashmere, alpaca, vicuña), viaggiando in Paesi come la Mongolia per approvvigionamenti diretti. Sviluppò nuovi prodotti, come la “lana d’estate” (l’articolo 531, registrato come “Tasmania”), che salvò molti lanifici.

Sviluppo del Brand e Internazionalizzazione: identificò la necessità di passare da produttore di tessuti a marchio di lusso. L’obiettivo era diventare l'”Hermès del tempo libero”. Nel 2001, Loro Piana era pronta ad entrare in borsa con una offerta pubblica iniziale, ma poi rinunciò a causa di una offerta di acquisizione inaspettata. L’anno successivo Vettorello lasciò l’azienda e nel 2013 Loro Piana fu acquisita dal gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy (LVMH).