Insieme per renderci utili alla comunità
 

Marco, elogio dello spartano

Taranto, città natale di Marco Castelli, è l’unica colonia spartana della Magna Grecia. In essa vi arrivarono gli esuli dopo aver consultato l’oracolo di Delfi portandosi al seguito il sacro fuoco di Atena. Il destino di esule ha caratterizzato la vita di Marco Castelli.

Della sua infanzia spensierata sui litorali caraibici tarantini con baie paradisiache, dune, sabbia dorata e acqua cristallina egli ha ancora un ricordo struggente. Troppo presto gli studi l’hanno portato nelle brume padane e nelle afose giornate della piana pavese.

Solo i ricordi vividi del chiostro delle magnolie sono riusciti a dare colore ad un percorso di studi  affrontato con solerzia e impegno. Il sacro fuoco di Atena, che portava dentro di sé, l’aveva trasportato ancora una volta esule, nella citta a lei dedicata, dea dispensatrice della sapienza e della saggezza, qualità di cui é  stato abbondantemente ricolmato.

Ma la pratica forense incalza. Gli antichi codici devono trovare espressione concreta nei mille risvolti del diritto calpestato. Quale scenario risulta più idoneo per la toga di recente indossata? La corona di montagne imbiancate che circonda l’austera piazza Chanoux o la magia del gran Paradiso a Cogne o le cascate di Lizzaz, che ti ricordano i trasparenti litorali d’infanzia, o la fontana sormontata dalla croce in ferro, con lo sfondo del grande prato di S. Orso,  sono stati lo scenario per le tue riflessioni e le tue decisioni: va dove ti porta il cuore!

E così, esule per la terza volta, Gattinara ti ha accolto, piccolo paese tranquillo rispetto alla vita delle città che hai frequentato, ma luogo essenziale per creare e crescere la tua famiglia, inizio e fine dei tuoi desideri, ultimo desiderio dell’esule che ha trovato la sua terra promessa.

In questo luogo potrai approfondire le grandezze e le miserie che approdano al tuo studio alla ricerca di giustizia o animate dalla brama del possesso, qui potrai soddisfare gli uni e tranquillizzare gli altri, piccoli desideri rispetto alla tua ansia di eterno, che le tue mani raccolgono per portare speranza a chi non ha più speranza, conforto a chi dispera, il calore di un sorriso a chi è solo.

Quella Taranto ‘molle ed imbelle’, così era descritta da Orazio, ha generato invece un figlio saggio e tenace!